Al di la di una frontiera.

Marocco, Essaouira 2011 – ph Luca Fabbozzo

Questa foto mi trasmette serenità, mi trasmette libertà, pur essendo una foto molto semplice dal punto di vista tecnico, mi piace perchè nella sua semplicità permette all’osservatore di fermarsi, proprio come il ragazzo ritratto nella foto, un attimo a riflettere, ci si lascia spazio a pensieri.

Liberi come le onde del mare che si infrangono sulla costa, come il surfista che le sta cavalcando, la brezza leggera di una giornata autunnale nel Maghreb sulla costa marocchina, in lontananza si sente il canto del muezzin che ci dice che dio è grande e lo ripete molte volte, alla fine mi sono seduto anch’io su quelle rocce a contemplare il mare e a vedere il surfista che sembra una pallina microscopica che prova a domare le sue onde.

Mi vengono in mente i migranti quando guardo questa foto, i migranti in fuga o i migranti che semplicemente decidono di partire per inseguire un proprio sogno per raggiungere un’amore, vagabondi nel cuore, vagabondi nell’anima.

Marocco, Essaouira 2011 – ph Luca Fabbozzo

Partire e lasciare le proprie origini, le proprie radici per raggiungere l’ignoto, non è facile, a volte potrebbe essere l’unica cosa da fare per poter sopperire a quel bisogno che sta dentro di noi nel nostro profondo, solo imbarcandosi per un nuova avventura potremmo in qualche modo calmare quella forza inspiegabile che sale dentro di noi e non ci fa stare bene, ci fa pensare che forse qui non c’è più posto, e probabilmente dobbiamo provarci prendere e partire è l’unica soluzione.

Negli ultimi anni gli eventi migratori sono aumentati a dismisura, probabilmente perché tutto è diventato alla portata di tutti, grazie a diversi fattori, alle nuove tecnologie al fatto che la gente si informa sempre di più e pensa sempre di più con la propria testa e prende decisioni, che prima magari non avrebbe preso, oggi la gente in generale è più consapevole delle proprie possibilità ed è pronta anche a rischiare l’ignoto.

Morocco, Essaouira, 2011 – ph Luca Fabbozzo

Le migrazioni ci sono sempre state, da quando questa terra esiste l’uomo si è sempre spostato da una parte all’altra, prima non esistevano le frontiere, sono state create da noi, per interessi economici politici e sociali, abbiamo deciso di dividere il mondo a zone e a classificarci già in partenza come diversi.

“Una linea fatta di infiniti punti, infiniti nodi, infiniti attraversamenti. Ogni punto una storia, ogni nodo un pugno di esistenze. Ogni attraversamento una crepa che si apre. è la frontiera. Non è un luogo preciso, piuttosto la moltiplicazione di una serie di luoghi in perenne mutamento, che coincidono con la possibilità di finire da una parte o rimanere nell’altra.” Alessandro Leogrande “La Frontiera”