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Soltanto un attimo.

India, Mumbai, chowpatty beach – Foto Archivio 2011

Pensare ci costringe in qualche modo ad entrare in contatto con ciò che fa male e che vorremmo evitare.

Meglio non pensare, distrarci con tutti i modi possibili, l’importante è sempre FARE, piuttosto che fermarci soltanto un attimo. Occupare ogni singolo momento della nostra giornata con le attività più disparate.

Fermarci fa paura, temiamo il confronto con chi realmente siamo.

FARE ci libera dall’ansia, lavorare di più per evitare di fermarci a pensare, trovare mille modi per occupare la nostra mente è la nostra maggiore preoccupazione. Qualsiasi forma di intrattenimento piuttosto che fermarci ed essere sopraffatti dall’ansia e dalle paure.

Proviamo a fermarci soltanto un attimo a sentire cosa ci dice quest’ansia, dentro il malessere di solito si nascondo le risposte. Paradossalmente è molto più difficile fermarsi ed entrare in contatto con noi stessi che distrarci con qualsiasi cosa possibile.

E’ più difficile è più doloroso.

Il nostro corpo segue sempre e comunque la via più indolore e più facile, il cervello è programmato per fornirci tutte le migliori scorciatoie possibili per evitare qualsiasi fatica e sofferenza, non gli piace per niente il dolore al nostro corpo.

Ma se per una volta provassimo a sfidarlo questo nostro corpo? perché non passare dentro a capofitto nel dolore nella sofferenza soltanto per un’attimo, forse scopriremo tante cose a noi sconosciute, che per paura non abbiamo mai avuto il coraggio di guardare.

Con il tempo diventeremo più bravi e gli ostacoli e le barriere mentali che prima ci sembravano insormontabili riusciremo a superarle.
Come tutto è una questione di adattamento e di abitudine.

Proviamo a dedicare un spazio, seppur piccolo e stare da soli con noi stessi in silenzio, magari come nella foto, con solo la natura come compagna, con le onde del mare in sottofondo e i nostri piedi immersi nell’acqua.

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