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Quando provarci diventa una necessità.

India, Mumbai, Dharavi – anno 2011

Quando ho scattato questa foto ero in India qualche anno fa, ricordo di essere stato sorpreso da un bambino che passandomi di fianco, correndo, si è buttato in questo fiume, ho scattato questa foto d’istinto, mi sono spaventato e non riuscivo a capire il motivo di quel gesto, solo dopo, vedendo la sua testolina tornare a galla e sorridere agli amici arrivati a dargli manforte, ho capito che era tutto un gioco.

Riguardando quella foto dopo molto tempo ho pensato a molte cose, pensavo all’importanza di provarci per andare oltre l’ignoto, per scoprire cosa ci sarà oltre a quel fiume di acqua stagnante, si perchè come fai a sapere cosa ci sarà al di là, se non passi attraverso alla “merda” (letteralmente parlando)?

Si probabilmente è così prima di vedere la luce bisogna passare attraverso la “merda”, la paura, la fatica o almeno averci nuotato per un po’ dentro quel fiume, solo così forse si potrà passare allo “step” successivo.

Quando si osservano le persone che hanno avuto successo nella vita (che poi anche l’idea di successo è da definire) le vediamo “nella luce”, non vediamo quello che hanno dovuto affrontare prima di arrivare fino a li.

Magari dovremmo provarci sul serio a buttarci in questo fiume dove non si vede il fondo, dove è tutta un’incognita, passare attraverso ad esso per vedere cosa succede. Non è facile, la paura e mille altri fattori diversi fanno desistere e preferiamo rimanere aggrappati alle nostre certezze, oppure passare per scorciatoie più confortevoli.

L’altro giorno sono andato con un’amico a fare una passeggiata, volevamo arrivare fino in cima ad una montagna vicino casa, il mio amico già ci era salito fin su, per me era la prima volta, non sapevo che l’ultimo tratto sarebbe stato così ripido, mi sono ritrovato a dover fare i conti con la paura e la vertigine, non me l’aspettavo, evitavo di guardare in basso e piano piano con l’aiuto e il suo incoraggiamento ho deciso di provarci, passare il punto critico a piccoli passi, salire sulle ultime due rocce prima di arrivare in cima, per me queste due rocce finali sono state l’ignoto, il fiume con l’acqua stagnante, la paura, con un po di coraggio ho voluto provarci, era l’unico modo per vedere la “luce”, per ammirare il panorama dall’alto, per godersi appieno questa bella giornata di sole.

Italia, Como, Corni di Canzo – Aprile 2019

“Vi eravate guadagnati un passo alla volta il diritto di trovarvi esattamente dove eravate, di avere le stelle sopra la testa e gli animali del bosco come compagni. Per questo la bottiglia di vino giunta miracolosamente illesa fin lì o la lattina di birra calda erano per voi più d’un premio: erano la certificazione della vostra libertà, la fonte delle storie e delle risate che vi avrebbero scortato verso il sonno, la tiepida tana dalla quale vi sareste risvegliati all’alba, un passo più avanti lungo la strada che conduce i ragazzi a diventare uomini.” Enrico Brizzi – “Il Sogno del drago”

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